Con il presente progetto si propone di offrire la somministrazione della terapia intravitreale in modo adeguato, sicuro ed efficace all’interno di un ambulatorio mobile appositamente attrezzato.

Il trattamento delle maculopatie essudative  tramite iniezione intravitreale ha radicalmente cambiato la prognosi visiva dei pazienti, al punto che la percentuale di pazienti che rientravano nelle categorie di persone definite legalmente cieche per maculopatia si è negli ultimi 10 anni ridotta in modo significativo. I protocolli iniettivi sono molto stringenti e prevedono una somministrazione molto spesso a cadenza mensile o bimestrale. In media sono necessarie 7-8 iniezioni intravitreali nel primo anno di malattia e se come spesso accade la patologia è bilaterale i numeri raddoppiano.

Questo significa che il paziente “medio”, generalmente compreso nella terza e quarta età e che presenta situazioni di fragilità, già nel primo anno di trattamento dovrà recarsi in ospedale almeno 7 volte. La mole di lavoro, considerando che solo nel Policlinico San Martino si eseguono circa 6 mila iniezioni l’anno più tutte le visite di controllo, è ragguardevole. Notevolissimo è anche l’impatto logistico/economico su famiglie e accompagnatori. La grave epidemia COVID, particolarmente pericolosa precisamente nella stessa fascia di pazienti candidati alle terapie con iniezione intravitreale, rende estremamente utile limitare gli accessi alle strutture sanitarie.  Questo progetto è basato sull’effettuazione delle iniezioni intravitreali all’interno di un ambulatorio mobile, già esistente e disponibile, che raggiungerà i candidati al domicilio o nei suoi pressi.

Alleggerire il sistema ospedale-centrico a favore di un sistema paziente-centrico avrebbe i seguenti benefici:

- ridurre l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto, facile veicolo per il diffondersi di malattie

infettive quali il COVID-19

- prevenire il contagio all’interno delle strutture ospedaliere da COVID-19

- ridurre l’affollamento dei reparti e delle sale operatorie di oculistica

- ridurre gli spostamenti di persone anziane e socialmente fragili

- favorire e allargare l’offerta terapeutica a coloro che non sono in condizioni di  essere

curati per impedimenti logisitici (assenza di mezzi di trasporto, distanze non coperte da

mezzi pubblici) o socio-familiari (necessità di accudire un congiunto, persone sole e

disabili, timori di un possibile contagio da COVID-19 nelle strutture ospedaliere)

- ridurre le richieste di tutela con legge 104 da parte dei familiari